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Silenzi – Ascoltando Emily Dickinson

 

“Un silenzio. Cos’è in fondo questa strana assenza di rumori che viene spesso così facile rifiutare? Un silenzio può fare paura proprio per il rumore che nel suo tacere può produrre al mondo. Più facile un rumore assordante, un urlo a squarciagola, camminare e mischiarsi fra la folla cercando di lasciare che il tempo scorra, senza preoccupazione se ci voltiamo e vediamo le persone tutte uguali, stessi movimenti, stesse parole,stesse vite, consumate allo stesso identico modo. Poi a volte capita che ce n’è una che si ferma, smette di correre, forse esausta o forse cosciente e decide di ascoltare un silenzio, un semplice e a volte banale silenzio, interrogandolo.

Ma cos’è realmente un silenzio? Prendete il mare. Vi siete mai chiesti perché quando sbatte le sue onde contro gli scogli suona un rumore così sublime ed eterno? A nessuno forse è mai balzato alla mente il pensiero che il mare non ha silenzi, non pause fatte di esitazioni, di sospiri, per quanto viva nella solitudine più disperata non ha silenzi; oceani, maree, dolci acque che continuano a suonare tenere note che non si fermano, mai, nemmeno per un misero istante. Eppure, non c’è silenzio più grande di ciò che intercorre tra il mare e il resto del mondo. Non possiamo trovare silenzio più grande del sederci sulla piacevole sabbia ad ascoltare le voci del mare. E così immaginate allo stesso modo una vita trascorsa come il mare, in quello stesso sublime silenzio di rumori da mandare al mondo. Proprio così un silenzio può diventare una condizione di vita, un rifugio sicuro dal mondo non per nascondersi, non per rifiutarlo ma per conoscere, amare e trovare a modo proprio se stessi.

Così allo stesso modo visse realmente una donna. Una piccola donna di Harmest, Emily Dickinson sempre vestita di bianco, che diventò una delle più grandi poetesse del suo e del nostro tempo proprio per la sua scelta di Silenzio come condizione esistenziale. Discussa, interpretata in modi diversi, criticata ma una particolare, straordinaria donna che seppe fare del silenzio un provocatorio strumento per comunicare con il mondo e con se stessa, e a cui diede vita e trovò corpo attraverso la sua parola poetica.

 

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