Geremia
Il progetto
Soggetto:
Fabio Nardelli
Progetto:
Fabio Nardelli, Alfredo Cau
Trattamento e sceneggiatura:
Fabio Nardelli, Alfredo Cau, Mario Villa, Silvia Salvi, Francesco Toscano
Geremia è una sorta di prezioso fossile dell’era dei figli dei fiori, uno dei mitici freackbrothers fattosi carne, un cespuglio di capelli e barba grigia dal quale spuntano due tondi occhialini spessissimi. Un poeta cosmopolita d’origini napoletane, artista dell’accattonaggio e delle sue tecniche, filosoficamente parlando un cinico, sociologicamente un homeless.
Intorno al mondo di Geremia, nella Bologna cosiddetta alternativa, si svilupperà la nostra storia, espediente narrativo per tentare di cogliere più dal di dentro la realtà.
L’idea è quella di una fiction ai limiti del documentario, in cui attori professionisti, con canovacci piuttosto determinati, si confrontano con personaggi reali, che entrano in campo con il loro effettivo bagaglio biografico.
Alla base quindi vi sono una storia (una sceneggiatura aperta all’improvvisazione), una città (Bologna), protagonisti di finzione e reali, uno spirito e stile documentaristico minimalista mentre si gira un film.
La storia: ossatura fondamentale del film è il racconto di una ricerca da parte di un giovane della sua amata negli ambienti off della città.
Mario, eterno studente, convince Geremia, l’ultimo degli hippies, ad aiutarlo nella ricerca della sua ex ragazza, che è finita per vivere in strada dopo una bruciante esperienza con l’eroina. Alla fine della giornata, dopo un lungo peregrinare, i due finiranno alla festa della luna nei pressi di un villaggio neo hippy e lì Mario esorcizzerà la sua angoscia in un rito di ricerca collettivo…
La città: la Bologna, che il novello Virgilio-Geremia mostrerà a Mario e all’occhio delle nostre camere, è fatta di portici bui e protettivi, mercatini freack, dormitori e luoghi di socializzazione alternativi e poco legali.
I protagonisti: attori “professionisti”, come Mario, saranno affiancati e interagiranno con alcuni personaggi, come Geremia, presi dai contesti urbani alternativi che andremo ad esplorare.
I protagonisti reali partecipano alla storia rappresentando semplicemente se stessi, e sebbene dotati di una sceneggiatura di massima, saranno le loro improvvisazioni e alcuni momenti di documentazione intorno a loro che completeranno il film.
Lo stile: un registro ambiguo tra fiction e documentazione ci permetterà di raccontare una storia, evocando e provocando la realtà in cui essa si svolge.